Pronto? Sono l’amministratore, è l’ufficio complicazione cose già abbastanza complicate?

Il mio lavoro è fonte di riflessioni continue.

Ho capito che ci sono persone completamente prive di capacità organizzative. L’avevo già notato da adolescente studiando il diritto con un mio compagno di classe: mentre nella mia testa era facile crearmi schemi per memorizzare le informazioni e li materializzavo sul foglio per cercare di far comprendere anche al mio compagno, per lui era impossibile crearne uno; non a caso è diventato un designer di oggetti d’arredo. Questione di indole, insomma.

Io invece sono diventata amministratore condominiale Ferrara (dai? :) ) e questa predisposizione mi è utilissima. Visualizzo prima di tutto la serie di soluzioni per risolvere una data problematica e le attuo partendo da quella più veloce, meno dispendiosa e invasiva e poi, eventualmente, si passa alle altre. Ma l’importante è R I S O L V E R E!

Abbandono la parte autobiografica per passare a dimostrare che invece c’è chi ha una forma mentis completamente inadatta all’organizzazione e alla risoluzione dei problemi.

POLEMICA MON AMOUR

Il 29/11/2015, di DOMENICA (e quando volete che succedano le cose??), si manifesta una rottura di acqua dall’appartamento proprietà della Signora R. verso l’appartamento di proprietà del Signor F. Siccome la ristrutturazione del palazzo e la conseguente divisione in più unità è stata fatta, si vede, sommariamente, non vi sono tante linee dell’acqua quante sono le unità; sono state convogliate alcune linee, non si sa se tutte, in unico tubo il quale passa all’interno del solaio che divide i due appartamenti di cui sopra. Una situazione molto complicata: si è dovuto chiudere l’impianto e lasciare tutti i condòmini senz’acqua. In capo a tre giorni, comunque, con gran fatica, si è sostituito il tratto di tubo che perdeva e si è potuto ridare il servizio ai condòmini.

Per fare questo si è rotto il pavimento in casa della Signora R. che inizialmente aveva respinto assolutamente l’intervento insistendo affinchè si intervenisse da sotto; è stato uno dei motivi dei tre giorni per ridare l’acqua che comunque non sono pochi. Spiegatale l’impossibilità, alla fine, ha lasciato fare, anche se con reticenza.

Pochi giorni dopo, il proprietario “di sotto”, F., ha disfatto il cartongesso rovinato dall’acqua, ed è emerso che la struttura portante del solaio, travi in legno, e il tavolato, erano completamente marciti. Ho chiamato un ingegnere di fiducia, che in amicizia (leggasi: no spesa per il Condominio) ha consigliato assolutamente il rifacimento del solaio onde evitare che qualche abitante nell’appartamento R. cadesse al piano di sotto.

Ho immediatamente comunicato la situazione ai proprietari e siamo finiti nella nebulosa di Andromeda.

La Signora R. voleva far visionare lo stato dei luoghi a persone di SUA fiducia, e questo va anche bene, e aspettare relazioni scritte. Anche l’Ingegnere incaricato dalla Signora ha asserito che il pavimento era da rifare MA attribuendo la colpa alle continue perdite del tubo CONDOMINIALE.

Ah-ha! Qui viene il bello.

Il primo di Dicembre, tempo di stare in ufficio un pò, il resto del tempo sono rimasta sempre là, ho aperto la denuncia di sinistro presso l’assicurazione.

Ho poi ricevuto chiamate dalla Signora, dal figlio e dalla figlia per sapere se il sinistro era stato aperto (sì, è stato aperto ma parlate tra di voi, per Giove! :) ).

Poi ho ricevuto telefonate dalla Signora la quale sosteneva, incentivata dalla figlia avvocato, che IO mi sarei dovuta occupare del rifacimento del solaio perchè rovinato da un tubo condominiale e quindi la questione era condominiale (no, la perdita è condominiale, il solaio da rifare è vostro, suo e del Signor F; le parti comuni sono tutte quelle necessarie all’uso comune, quelle di cui TUTTI ne possono fare parimenti uso, art. 1117 c.c.! Di quel solaio solo lei e il Sig. F. ne potete fare uso, siete voi proprietari! Se c’è un danno attribuibile al tubo condominiale, l’assicurazione ne risponderà).

Nel frattempo è stata prodotta dall’Ing. G., tecnico di fiducia, una relazione in cui si dice che il “marciume” del pavimento è dovuto alle perdite d’acqua. Non sono d’accordo: tenete presente che il fabbricato ha gli archi delle finestre decorati da Biagio Rossetti che è vissuto a cavallo del 1500; non dico che il solaio sia coevo, ma non è di certo giovane. Comunque. Chi sono io per intromettermi? Se l’assicurazione, tramite i suoi periti, reputa che la Signora abbia diritto a un risarcimento, per me non ci sono problemi, anzi. Quindi inoltro pari pari la relazione all’agenzia.

Altra telefonata dalla Signora R. in cui si dice che il lavoro è condominiale (no-oo!).

Altra telefonata dal Sig. F. in cui si chiede quando cominceranno i lavori (bisogna che vi mettiate d’accordo voi, questa cosa non è condominiale).

Altra telefonata dall’inquilino di F. per sapere quando verranno fatti i lavori, deve sapere se stare o dare disdetta (non lo so, bisogna vedere cos’hanno deciso i proprietari).

Altra telefonata in cui la Signora R., per non dire che i lavori sono condominiali dice che i lavori del solaio sono a carico dell’amministratore (!!!!!).

Altra telefonata del Signor F. per avere notizie.

Telefonata del titolare della Ditta affinchè gli firmassi l’accettazione del preventivo per il rifacimento del solaio (ma come faccio a firmare io? E poi, quando è ora di pagare, paga il Condominio che è una cosa di proprietà solo dei Signori R. e F.??)

Altra telefonata della Signora R. per dire che i lavori sono condominiali perchè gliel’ha detto l’Ingegnere G. (guardi che se un ingegnere dice che una cosa è condominiale questo non fa sì che lo diventi, l’ingegnere fa l’ingegnere e non l’amministratore).

Poi ne sono succedute altre, non ricordo più in che numero e in che ordine.

Che ci fosse una totale incapacità di organizzazione l’avevo capito subito e non ci voleva neanche un genio; infatti, a quasi due mesi dalla perdita, erano ancora fermi al punto di partenza. Il primo Febbraio li ho invitati tramite mail ad un incontro presso il mio ufficio per vedere se con qualche suggerimento avrei potuto indirizzarli verso la fine della questione. Nessuna risposta.

Almeno fino a ieri.

Via fax ho ricevuto (non poteva finire che così) una lettera dalla figlia dalla Signora R. (come detto prima è avvocato) in cui mi si intima l’incarico ad una ditta per l’esecuzione dei lavori necessari e nel contempo si dice una serie di inesattezze riguardo alle mie comunicazioni via mail e telefoniche; si cita l’art. 1123 in cui, secondo lei, si parla dei condomìni parziali. Io sono andata a verificare e non sono citati; è quell’articolo in cui si parla della divisione delle spese in base all’utilità e non farebbe altro che avallare quello che ho sempre detto io.

Poi ho ricevuto la raccomandata ma non con la stessa intestazione. Stesso contenuto discutibile, ma con l’intestazione di un’altra avvocatessa e per conto del Signor F. Questo vuol dire una sola cosa: tutte le parole e il tempo sono stati spesi a vuoto anzi, i condomini stanno parlando e hanno deciso che è solo e unicamente colpa mia se non si è ancora fatto niente.

Fa sempre piacere sapere di avere parlato tanto per niente.

Ho dato incarico all’avvocato del quale vi ho già parlato, quello che si occupa solo di condomìni e che ha tenuto un corso di aggiornamento al quale ho partecipato; non avevo neanche finito di raccontargli che mi fa: ma non è mica una questione condominiale, è roba loro! Art. 1125 c.c.

Che riporto: le spese per la manutenzione e ricostruzione dei soffitti, delle volte e dei solai sono sostenute in parti eguali dai proprietari dei due piani l’uno all’altro sovrastanti, restando a carico del proprietario del piano superiore la copertura del pavimento e a carico del proprietario del piano inferiore l’intonaco, la tinta e la decorazione del soffitto.

Ma io dico: dopo due mesi e mezzo siamo ancora a cercare di attribuire il lavoro all’amministratore?? Sapete che io, quel lavoro, in questo tempo, sarei riuscita a farlo fare almeno quattro volte??